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Intelligenza Artificiale: ecco perché Regolamentarla in ottica Human-Centric non significa limitarne lo Sviluppo

Nel 2023 l'AI ha visto una crescita del 52% solo nel mercato italiano. Si tratta di una percentuale sorprendente, ma che fa riflettere sull'effettivo ruolo di queste tecnologie nelle nostre vite. Quello di cui siamo certi è che l'innovazione non può e non deve fermarsi, in particolare nei mercati Pharma e Life Science.

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31/05/2024
AI
4 min di lettura

Spesso parliamo del potere dell’Intelligenza Artificiale, soffermandoci sui benefici che essa rappresenti per le nostre vite personali e lavorative, ma anche specificatamente all’interno delle diverse industrie. Allo stesso modo, abbiamo spesso ribadito anche l’importanza di comprendere le effettive potenzialità di queste nuove tecnologie, ricordando che sarà sempre l’intelligenza umana ad avere l’ultima parola.

Nel precedente articolo ci siamo soffermati su quanto quest’ultimo principio faccia la differenza, anche quando si tratta di sviluppo di prodotti all’interno delle aziende Tech (se ancora non l’avete fatto, scoprite il dietro le quinte): stavolta abbiamo invece deciso di esplorare il rapporto tra Essere Umano e AI come suo utilizzatore, la sua tutela, sempre strizzando l’occhio ai nostri principali mercati di riferimento, Pharma & Life Science.

Come azienda IT, non possiamo dunque non partire da un dato che riteniamo faccia da introduzione al focus di questo articolo: l’Intelligenza Artificiale, nel mercato italiano, non dà cenni di rallentamento. Secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2023 l’Italia ha riscontrato una crescita del 52%, con un valore complessivo di 760 milioni di euro, rispetto al 32% segnalato nel 2022. Sono dati che certamente avvalorano il grande potenziale di queste nuove tecnologie che, ad oggi, hanno trovato e troveranno applicazioni in diversi ambiti ed industrie.

Sotto la luce dei lettori più attenti alle tematiche di trasformazione digitale, una crescita esponenziale senza il dovuto controllo ed una regolamentazione adeguata potrebbe, per quanto non auspicabile, esporre a potenziali rischi: non stupisce quindi che, secondo lo studio citato, il 77% degli italiani riservi qualche timore verso l’AI e il ruolo che potrebbe giocare nell’innovazione futura.

Non abbiamo una risposta universale per colmare questi dubbi, l’Intelligenza Artificiale e le sue applicazioni sono mutevoli e, per natura, difficili da prevedere; quello che possiamo però è prendere atto delle sue potenzialità, comprenderle e delinearne il perimetro all’interno di questo rapporto tra Tecnologia e Persone.

L’AI Act e l’utilizzo cosciente della tecnologia: le basi per una crescita sostenibile

Come accennato, il passo sostenuto con il quale nascono nuove tecnologie basate sull’AI e il ruolo che ne fanno da protagoniste nel mercato, non è passato inosservato da parte dell’Unione Europea. Ci riferiamo ovviamente all’AI Act: la legge sull’Intelligenza Artificiale approvata dal Parlamento nel marzo del 2024, volta a garantire sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali, nonché la sostenibilità di queste tecnologie, favorendo al contempo lo sviluppo dell’innovazione.

Non andremo molto nel dettaglio, considerando che l’AI Act si trova attualmente in fase di verifica, ma possiamo già comprendere l’interesse e l’impegno che l’Unione Europea vuole perseguire.

Dividendo l’Intelligenza Artificiale in base al livello di rischio, questa legge si pone come fulcro per regolamentare e proteggere i cittadini di fronte a tutte le casistiche rilevate come ad “alto rischio” per i diritti fondamentali, andando inoltre a favorire un approccio di trasparenza in tutte le altre applicazioni che non pongono un rischio elevato per gli utilizzatori.

L’elemento che traspare da questa legge è proprio ciò di cui parlavamo nell’introduzione dell’articolo: l’AI Act non si pone come freno nè verso l’innovazione tecnologica, nè verso l’AI stessa. L’approccio human-centric, basato sulla protezione delle persone che possono venire a contatto con l’AI, si fonde alla comprensione delle potenzialità che queste tecnologie possano portare, favorendone la crescita.

Come si traduce tutto questo in mercati così altamente regolamentati come Pharma e Life Science?

La risposta è affidarsi a partner tech con un’elevata e comprovata esperienza nei mercati Pharma e Life Science, in grado di comprenderne le necessità, sviluppare soluzioni verticalizzate che si adattino alle variazioni del mercato, favorendo al contempo processi di change management necessari per accogliere queste tecnologie e l’innovazione che portano.

In Trueblue il fattore umano ci spinge da sempre a cercare il miglioramento nelle nostre soluzioni, ascoltando e confrontandoci con i nostri clienti per poter comprendere e soddisfare le necessità delle singole aziende e persone, oltre che del mercato. Le grandi opportunità che l’AI può portare nel raggiungere un posizionamento competitivo e insieme alla conquista dei diversi obiettivi commerciali e aziendali sono reali, così come lo sono le persone che utilizzano ed entrano a contatto con le nostre soluzioni.

La stessa attenzione in materia di regolamentazioni e compliance di cui uno strumento come l’AI merita, deve essere necessariamente evidente ed integrata in quelle che sono poi le soluzioni spendibili all’interno di questo mercato.

Per questo AiDEA Event, il nostro software per la gestione degli eventi nei mercati Pharma e Life Science, è stato sviluppato non solo per permette una modalità di lavoro più agile, gestendo l’intera strategia e migliorando la collaborazione tra i team di persone in un’unica piattaforma, ma è integrato con un sistema di controllo di compliance automatico per poter interagire con la propria audience, con la certezza di essere sempre in linea con le normative del settore.

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